Il Caso del Mese

Un intrigante caso odontoiatrico e come interpretarlo

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Viene presentato il caso relativo ad un Cone Beam CT – Arcata Inferiore, in una Paziente di circa 35 anni, per una valutazione odontoiatrica ed eventuale estrazione degli “Ottavi”, 4.8 – 3.8 per inclusione.

  • kV: 90
  • FOV: n.a
  • Spessore assiale: 0.250 mm

 

 

REFERTO RADIOLOGICO

Esame dell’arcata inferiore

La corticale ossea della mandibola appare entro i parametri fisiologici. Non si notano alterazioni dell’architettura trabecolare midollare. Evidenza di inclusione ossea del 38 in decubito distomesiale, gli apici a contatto con il canale mandibolare inferiore. Evidenza di inclusione ossea del 48, gli apici a contatto con il canale mandibolare inferiore che ha un percorso parietale rispetto agli apici spessi. Canale mandibolare inferiore di normale radiomorfologia e localizzazione. Altri ritrovamenti dentali come riportato sopra.

(Immagine Assiale CBCT – Arcata Inferiore – Spessore 1mm)

 

(Immagine Cross CBCT – Denti 4.8 – 3.8 con evidenti segni di inclusione  – Spessore 1mm)

( Immagine Panorex CBCT fornita da DIAGNOCAT – AI )

…PER SAPERNE DI PIU’

Si definisce incluso un dente che, passata l’epoca di eruzione prevista, non è ancora presente in bocca.

L’eruzione di ogni dente dovrebbe rispettare uno specifico intervallo di tempo considerato “normale”. Per esempio, gli incisivi centrali inferiori definitivi iniziano a formarsi nei bambini all’età di 3/4 mesi ed erompono intorno ai 6/7 anni di età.  Per quanto riguarda i denti del giudizio, l’eruzione è prevista tra i 17 e i 30 anni d’età: un periodo molto lungo!

COME APPARE UN DENTE DEL GIUDIZIO INCLUSO?

Nelle immagini radiografiche il dente incluso può presentarsi, e quindi essere classificato, in diversi modi. Solitamente il medico odontoiatra valuta la posizione rispetto al secondo molare che, ovviamente, si trova davanti al dente del giudizio. Il terzo molare può risultare:

  • Mesio-inclinato, quindi con la corona (ossia la parte che dovrebbe erompere in arcata) rivolta verso il secondo molare;
  • Orizzontalizzato e quindi completamente “sdraiato”;
  • Disto-inclinato con le radici rivolte verso il secondo molare e la corona in direzione opposta;
  • Inverso, ossia con le radici verso l’alto e la corona verso il basso (una condizione estremamente rara)

L’odontoiatra valuta anche la posizione del dente rispetto all’osso che lo contiene. Anche la profondità di inclusione riveste un ruolo fondamentale nell’analisi della situazione. Un dente situato molto in profondità nell’osso sarà più difficile da raggiungere. Questo può in qualche modo complicare l’estrazione. Quando si verifica questa situazione il paziente è soggetto a vari disturbi, tra i quali:

  • Cisti
  • Infezioni e infiammazioni
  • Carie

I denti inclusi possono provocare molto dolore, ma soprattutto possono anche arrivare a danneggiare i denti o le radici circostanti, causando ulteriori complicazioni anche più gravi. A causa di queste possibili conseguenze in passato si tendeva ad intervenire estraendo i denti del giudizio anche prima di qualsiasi sintomo o disturbo, mentre oggi si valuta con maggior attenzione ogni singolo caso.

TRATTAMENTI PER CURARE INCLUSIONE DEI TERZI MOLARI

Per sapere se è necessario rimuovere un terzo molare incluso o meno è opportuno sottoporsi a un’accurata visita del dentista. Se il dente del giudizio incluso non si infiamma e non provoca danni ai denti vicini, può essere lasciato nella sua sede. Se, invece, il dente del giudizio incluso causa dolore e infiammazione, deve essere rimosso attraverso un intervento chirurgico eseguito da un chirurgo esperto in odontostomatologia e implantologia dentale. Prima di procedere con e l’estrazione del dente del giudizio, il chirurgo procederà a una verifica della posizione del dente, che determinerà la difficoltà la tipologia di intervento:

  • l’estrazione semplice avviene quando il dente è perfettamente allineato con gli altri;
  • l’estrazione in seminclusione comporta un’asportazione di una parte del tessuto osseo, prima di poter procedere;
  • l’estrazione in inclusione ossea totale è il tipo di intervento più complicato perché il dente risulta incastrato all’interno dell’osso e, per poterlo estrarre, bisogna prima intervenire sulle strutture soprastanti e tagliare l’osso.

Solitamente per questo tipo di intervento viene eseguita l’anestesia locale. Si può optare per l’anestesia generale solo quando si devono rimuovere tutti e 4 i denti del giudizio, decisione che il chirurgo prende, in accordo con il paziente, per ridurre al minimo il disagio di dover subire più interventi chirurgici.

Il decorso post-operatorio prevede l’applicazione di ghiaccio sulla zona per ridurre il gonfiore e una terapia farmacologica di supporto (consigliata dal medico), che può comprendere farmaci antinfiammatori e antibiotici. Nei giorni successivi all’intervento è possibile avvertire dolore e gonfiore e può verificarsi un leggero sanguinamento. Per alleviare questi sintomi si dovrebbe dormire con la testa sollevata, evitando di appoggiare il volto dal lato in cui ci si è operati. In ogni caso, è bene tenere sotto controllo la situazione e avvisare il medico se si riscontrano anomalie.

Inoltre, è importante seguire i consigli del dentista, curare il cavo orale con la stessa attenzione di sempre (senza usare lo spazzolino elettrico) e sciacquare la bocca con un collutorio specifico.

Dopo circa 6 – 10 giorni dall’intervento ci si deve sottoporre a una visita di controllo per verificare lo stato di guarigione della gengiva e togliere eventuali punti.

 

Rielaborato dal Dr. Lucisano Francesco – DentQ Italy srl


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