Incontra il Team

Un’intervista con un membro del nostro team

Condividi questo con gli altri:

Intervista a Dott. George (Georgios) Glykos

Il Dr. Glykos era attivo come Odontoiatra in Italia e in Grecia per 25 anni, con particolare attenzione in chirurgia orale, implantologia e parodontologia, quando ha deciso di diventare un radiologo, facendo la specialità in Radiodiagnostica.

Attualmente George è consulente senior per l’imaging dentale, con il suo bagaglio di esperienza pratica e di conoscenze approfondite sulla radiologia dentale, che è diventata la sua passione e missione di vita.

George, quando lavorava come chirurgo odontoiatrico, qual era il suo approccio alla pratica dell’odontoiatria?

All’inizio non avevo alcuna intenzione di diventare un dentista. Mi sono laureato in medicina in Italia nel 1988 e volevo specializzarmi in Psichiatria, ma non c’erano posti vacanti, quindi alla fine ho deciso di studiare Chirurgia Odontoiatrica. Dopo un breve tirocinio nello studio di un veterano ho poco dopo aperto la mia clinica odontoiatrica, che è cresciuta così velocemente da portarmi a rivendere l’attività e con essa la sua clientela a una catena di studi dentistici. Successivamente ne ho aperta un’altra in un quartiere diverso. Durante i miei anni di odontoiatria ho aperto, acquisito e venduto diverse cliniche a Milano e altrove in Italia. È stata un’avventura meravigliosa, un viaggio in cui mi sono immerso sempre più a fondo nella medicina dentale e innamorato della professione sul campo, godendomi la varietà culturale e gli incontri con i pazienti di tutta Italia.

Cosa l’ha indotta a passare dalla chirurgia alla radiologia dentale?

Durante i miei anni da chirurgo odontoiatrico, più mi ritrovavo esposto alla radiologia dentale e più la trovavo affascinante. La radiologia offre un metodo scientifico per comprendere meglio le patologie. Preferisco basare la mia osservazione clinica e il mio processo decisionale su dati scientifici precisi e di alta qualità, comprese le scansioni 3D.

Con il tempo, la radiologia dentale è diventata sempre più importante per me. Potrei definirla quasi una mia ossessione, qualcosa che mi appassiona ed entusiasma sinceramente. Così decisi di completare un’altra specializzazione, questa volta in Radiologia, che ho conseguito nel periodo 2013-2019. Il percorso che ho intrapreso è partito dall’odontoiatria clinica espandendosi ad una conoscenza medica ampliata, per poi tornare al mondo dentale, questa volta come radiologo odontoiatra. Mi sono goduto ogni momento di questa fase della mia vita.

Dopo questo percorso, ritiene di aver ricavato un vantaggio competitivo nella radiologia dentale? Se si, può darci alcuni esempi?

Sono molto curioso e persistente per natura, continuo sempre ad imparare e migliorare. Questo mi ha portato a specializzarmi in diversi campi medici: medicina generale, chirurgia odontoiatrica, radiologia e persino medicina termale. Più apprendevo e meglio riuscivo a combinare metodi multidisciplinari nella mia pratica e a vedere le patologie in una prospettiva olistica più ampia, in cui tutti i sistemi corporei sono correlati e si influenzano a vicenda.

In qualità di radiologo che ha anche praticato chirurgia dentale su migliaia di pazienti, vedo delle differenze considerevoli tra il mio approccio e le mie conoscenze rispetto a quelle dei miei colleghi. Ad esempio, gli implantologi si concentrano principalmente sulle dimensioni volumetriche: quanto è spesso l’osso e dove si trova il canale mandibolare. Tuttavia, durante la revisione di un file DICOM, avranno meno tempo per esaminare i risultati non legati alla struttura ossea e al canale. I radiologi invece trattano spesso la Radiologia Dentale come una “figliastra” della Radiologia Medica, e non hanno competenze in Odontoiatria e patologie odontoiatriche. Spesso descrivono tutto quello che vedono nei loro referti radiologici, e sono troppe informazioni per i dentisti, la maggior parte delle volte.

Grazie al mio background, so quando sto rilevando fantasmi e artefatti nelle radiografie dentali e quando ignorarli nei miei rapporti. I falsi positivi possono causare molte preoccupazioni e spese inutili, quindi si tratta di un aspetto importante. Inoltre conosco a fondo gli aspetti pratici dell’odontoiatria e ciò che serve ai dentisti per avere successo. Ad esempio, capisco come rilevare e quali sono le differenze tra i vari tipi di osso, pur tenendo in considerazione gli aspetti pratici delle procedure implantari. Sulla scala da D1 a D4 di spessore e densità ossea, so per esperienza pratica che un osso di livello D1 è troppo spesso (col potenziale di causare un surriscaldamento della fresa), i livelli D2-D3 sono compatibili con l’implantologia, mentre il livello D4 è troppo soffice (quindi non c’è abbastanza osso per sostenere l’impianto).

 

Cosa ami della tua professione in questi giorni?

Per me è come un puzzle, un indovinello, un problema medico che richiede di mettere insieme tutti i risultati e le conoscenze. Praticamente il mio lavoro consiste in decifrare misteri ogni giorno, per aiutare significativamente i pazienti. Un esempio è quello del rilevare se una patologia è un disturbo dell’articolazione temporo-mandibolare o un osteosarcoma , letale se non rilevato e trattato. Non riesco a immaginare un lavoro più gratificante del risolvere enigmi intriganti e salvare al contempo delle vite umane.

Un suo consiglio ai dentisti, per aiutare la loro clinica a crescere:

La prima cosa da tenere bene a mente è che tutto ruota intorno alle persone. Perché una clinica abbia successo, è fondamentale scegliere il suo team con attenzione e saggezza. Occorre circondarsi di brave persone, che siano educate, tolleranti, abbiano pazienza e riescano a fornire un servizio di alta qualità. Devono sempre avere almeno un mese di prova nel loro contratto, perché la qualità del servizio reso può essere testata solo nella pratica reale.

Può parlarci di una qualche nuova tecnologia interessante in arrivo nella radiologia dentale?

La radiologia è in continua evoluzione, con vari dispositivi e tecnologie che forniscono ogni giorno informazioni più accurate e precise. L’adattamento di tecnologie nuove ed esistenti alla radiologia dentale fa evolvere ulteriormente il quadro. Ad esempio, la risonanza magnetica non è molto comune nella radiologia dentale, ma è probabilmente l’unica tecnologia che ci consente di prevedere se i disturbi dell’articolazione temporomandibolare sono reversibili. Un altro buon esempio sono gli strumenti diagnostici ad intelligenza artificiale (AI). Io mi servo già delle soluzioni basate su intelligenza artificiale, che in DentQ incorporiamo completamente nel flusso di lavoro. Questi strumenti IA mi aiutano a migliorare e a dare validità ai miei referti di radiologia dentale.

Considerando la sua vasta esperienza dentistica, gli strumenti diagnostici basati su IA possono comunque migliorare le sue capacità e rilevare cose che non noterebbe da solo?

Debbo prima di tutto sottolineare che non c’è niente di sbagliato nell’ammettere che gli strumenti basati su intelligenza artificiale possono migliorare le nostre capacità, ed in questo caso, farci risparmiare tempo e aggiungere livelli di informazioni e approfondimenti importanti. È come avere una consulenza ausiliaria a una frazione del costo e del tempo necessario per sentire un altro professionista (a volte mi consulto anche con gli esperti, visto che alcuni casi complicati richiedono un’analisi approfondita). E se io personalmente trovo utile servirmi delle soluzioni di Diagnostica IA, probabilmente i dentisti non esperti di radiologia dentale e i radiologi non esperti di odontoiatria troverebbero molto comodi questi strumenti di conferma automatizzati.

In particolare, la piattaforma AI di DiagnoCat, che utilizziamo, sta svolgendo un ottimo lavoro nel rilevare carie e degrado dentale. L’analisi di DiagnoCat richiede solo pochi minuti, e fornisce dati e approfondimenti di alta qualità sulla carie. Questa analisi richiederebbe molto tempo e impegno, per il radiologo e ancor di più per il dentista. Personalmente, trovo questa capacità dell’IA di rilevare le cavità molto utile, e non mi vergogno a dichiarare che questa soluzione Ai-based svolge già un lavoro migliore e più conveniente di me in questo aspetto. Naturalmente, prima di scrivere un referto radiologico, posso sempre prendere in considerazione le raccomandazioni dell’IA e combinarle con la mia esperienza.

Come mai non si sente personalmente minacciato dall’intelligenza artificiale e dalle soluzioni di apprendimento automatico? Non teme che queste soluzioni possano finire col sostituirla un giorno?

Al contrario, vedo queste sofisticate tecnologie come un’estensione di me, come strumenti che possono aiutarmi a fornire un servizio migliore ed una più efficace assistenza ai pazienti. Inoltre il lavoro ci sarà sempre per qualcuno capace di unire più discipline e tecnologie e vedere il quadro generale, in cui cavità, spessore osseo o artefatti di imaging sono solo alcuni dei fattori che suggeriscono la condizione medica e il trattamento raccomandato.

Cosa prevede per il futuro della radiologia dentale?

La Radiologia Odontoiatrica è una disciplina ancora giovane ed in rapida evoluzione. In questo campo, un po’ come fa Alice nel Paese delle Meraviglie, dobbiamo correre tutto il tempo solo per rimanere nello stesso posto. Questo mi sempre sulle spine, e accetto con gioia i rapidi progressi dell’imaging dentale. Attualmente stiamo solo vedendo la punta dell’iceberg, e le cose stanno cambiando e continueranno a cambiare molto velocemente nel prossimo decennio. Quindi, trovo estremamente difficile formulare delle previsioni a lungo termine sulla radiologia dentale. Ma le tendenze le posso già osservare, e le mie aspettative a breve e lungo termine per l’Odontoiatria includono:

  • Una transizione dai raggi X 2D al 3D e persino al 4D (monitoraggio dei cambiamenti nel tempo)
  • Utilizzo dell’ecografia 2D in odontoiatria, per la diagnostica dei tessuti molli
  • L’odontoiatria digitale che si trasformerà in uno standard di cura (ad es. l’utilizzo dei modelli STL e della stampa 3D)

Ultima domanda, George: lei ci sembra molto impegnato sul lavoro, quindi come fa a gestire l’equilibrio tra lavoro e vita privata? Cosa fa nel tempo libero per recuperare le energie?

Beh, devo ammettere che sono un maniaco del lavoro e non sono per nulla equilibrato a riguardo… Ma il mio lavoro mi affascina, quindi posso dire di avere una buona qualità di vita. Nel mio tempo libero adoro stare con mio figlio e fare cose con lui, oltre a viaggiare all’aperto nella natura e in altri paesi, ad esempio visito spesso le zone rurali della Spagna.

Grazie per questa intervista, George. Le auguriamo tanti anni di apprendimento, appagamento ed entusiasmo costanti, molti misteri risolti e tanto tempo ben speso sul lavoro e non solo.


Condividi questo con gli altri: